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ла, у „ г.Jac Religiots causa geotescentur. foelix iter. ze ventove ferente precatur.

Datum Romae apud S. Perza ise VTIL Decembris 1634 Portificatus A. Secundo.

Лелега 41. o Pector: er Carsa. Larias Re“, u Turae Ragusimaе

Три Јевтике жалази се призит у „Сеit-re e B-laazni de-Ge Commissioni MeV и V „In t: 474 vz. : i , enezia E. Wice- Sorga-Boba-* Fol. ХIХ. Nr. 1332. „L, C Irz. Apsara.

V.
Папа Урбан VIII. Републици.

Urbanus P. P. VIII
In 26. јунија 27., Рим.

Грileti ili salutem et apostolicam Benedictionem. Гhi Catholica Religio et Apostolica authoritas foeliciter dominatur, ibi exercituum Dominum coelesti patrocinio excubare docet Respublica Ragusina. Quae enim a finitinae impletatis contagione securam fidem servavit, eadem protut potentisimae tyrannidis conatus comprimere, et proprian libertatem propugnare. Nos equidem vestri nominis kloriae et securitati consulentes Angelicas legiones anxiis orationibus in Vestra propugnacula evocamus, vestramque Inpublicam keligionis arcem Apostolicae benedictionis thesaurik saepissime communimus. Dilectum filium Gаbrielen Cervam peramanter complexi sumus et vestra пецоlia disserenten libertissime audivimus. Ipse autem Iuli singularem Vestram in Sedem Apostolicam observantinum luculenter declaravit, ide poterit vobis paternam питаш Intenevolentiam testari, cuius illustria cupimus exImre locumenta.

Intun Romae арud Sanctam Mariam Maiorem sub

ЛInulo 1'iscaloris (lie ХХVII Junii 1626 Pontificatus Nostri "" "" поље сватопљ.

Песti filiis Iectori et Consiliaris Reipublicae Ragusiinae.

11anopiwн у Дубр., Држ. Аркиву. Fol. XIV, Nr. 1337.

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di Ragusa, la cui obedienza sia in augmento1 per ars, mandato alla mia Eccellentissima Porta, a fato sapere, che la chiesa antica dei mercanti Ragusei, essistenti nella cita Belgrado nella contrada di Ferhadpascia, che dal tempo della expugnatione abitavano et secondo il loro rito ofitiavano e facevano le loro funtioni, la longeza della qual chiesa e braza 95 et la largheza braza la, e stata per la volontà di Dio incendiatta, restando solo i muri et essendo impossibile abitarla, conforme il giuridico hogetto, che tengono. Dichiara per haver instatto mio imperial ordine,

‘che sia refabricata, ma con conditione, che non sia al

te to dal antica fabrica. E per cio comando, capitato che vi sara, obedirete in conformita del presente concesso mio ordine et in questo a fare usarete ogni diligenza per vedere, se e conforme e stato rapresentato cio ie che sia statta incendiata la chiesa e che siano restati solo imuri e loro conforme il hogetto fatto sopra loro, il sudetto loco destrutto lo permetterebbe che sia restaurata si come era 1’ antico, senza permettere, che sia fatta fabrica magiore della antica. Et se fosse alcuno, che volesse opponersi nel restaurarla conforme l’ antica fabrica, lo impedirete con non permetere per fin d’ingordigia o sotto l’ altro pretesto siano molestati et travagliati, non alterando l’ antica fabrioa; ne meno permeterette, che niuno contra la nobil giustitia et imperial comandamento si ostini, et in questa a fare operarete, che non sia fatto missione d’ altro comandamento. Cosi saprete prestando fede al imperial segnio, scrito nela cita d’ Andrinopoli sotto l, ultimi della luna di Rebiúlevel l’ anno 1086 (ultimo di Giugno 1675).

Onaj aaanwum npujennc na Typcxora naBopHnxa Haiaau ce uclmcalł y ananenu'rome naBjeulTajy Mapojuue Raöore o lbOl'OBOM HOCJHIHCTB)‘ y JeApeny roj.. 1675, (Apxus Fyųe'r'nheu), o KONG he ön'rn oömna ronopa y 11. }Ubi/1311 onora Ajeaa.

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capa non, Bacone l'Iop're, 0,11, 20. HQBeMÖpa 1571., y Kojoj MoJm Cena'r ,zla Ön I‘a onpoc'rno nocJiaHcTBa.

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lo ho sempre mai anteposto il servitio della mia patria alle facoltà et alla vita mia, conoscendo esser cosi il debito d’ ogni buon figliuolo di VV. SS. Illme et il medesimo farei, adesso andando all* Ambascieria di Constantinopoli alla quale è piaciuto loro di eleggermi, ma certamente conosco che la inia partenza dalla città cagionerebbe grandissimo danno, non dico a me et agli miei negozii ide” quali come ho detto faccio poco conto purchè potessi servirle) ‘ma alla mia famigliuola, havendo quatro figliuoli maschi et due femine, et la ‘moglie ammalata gravemente, la malattia della quale secundo li ordini et l’ usanze di

.VV. SS. Illme è bastante per fare havere luogo alla mia

scusa appresso di loro; oltre che considerata la età di essi miei figliuoli, che il maggiore non arriva a sette anni, sono bene degni di trovar compassione nell’ animi di VV. SS. Illme perchè quando avvenisse qualche male a me, tutto si convertirebbe in loro con totale rovina della casa nostra. i

Et pure sapendo che le SS. VV. Illme vogliono essere servite et che cosi facilmente non sarei escusato, s’ io non proponessi qualche modo perchè et loro possero servite, et io anche accomodato, vengo a dirle che ho, come sanno benissimo, S. Andrea mio fratello in Sofia, huomo della

medesima età che sono io, pratico delle cose dei Turchi,’

introdotto nelle corti loro, delle quali io non ho alcuna pratica et gentilhuomo da dare buon conto di sé, di tutti quei negocii che le passeranno per mani; onde le priego et supplico con le lagrime agli occhi che si degnino accettarlo per Ambassatore in luogo mio, il quale sono certissimo che meglio di me sodisfarà a VV. SS. Illme- Ma perché potrebbe nascere qualche difficoltà nelle menti loro intorno alla essattione dei cambi di Novo Bazzaro et di Scopia, et per mandare gli denari contanti di qui a Sofia, come fu fatto 1’ anno passato, et per gli denari contanti et gli cambi di Novo Bazzaro, mi obligo a VV. SS. Illm° di ricevergli qui et provederli in Sofia a mio risico et sopra di me, anche con pleggieria sufficiente se non vorranno credere a me solo, di modo che le SS. VV. lllme siano servite diligentemente senza alcun danno, risico, 0 pericolo del Comune; questa gratia lllmi SSri non sarà se non beneficio a questa città, perché come ho detto S. Andrea mio fratello è più pratico et più sufficiente di me, et alla mia povera famigliola sarà di grandissima consolationc, la quale di continuo si come sempre per il passato ha fatto, preghera N. Sre Dio per la loro conservatione: et se a VV. SS. Illme paresse circa il mandare per gli denari contanti fino a Sofia et per riscotere gli cambi di Novo Bazzaro di elegger un gentilhuomo a spese mie, o di fare in qualche altro modo, secundo che Dio le inspirasse, mi contento di tutto quello che si risolveranno di fare.

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Osa npomma ön ynameaa y cje/manu 20. nonemópa ca 21 maco:: uporna 12 (incerti 3) Rano ce Bum y Klbflîild Cons. Rog. 1570-1572. APR-i. Apłinnl na noje je ncnncana.

XIV
Hapyqöa. IIaJlaAnHy I'yHAyJmhy n IIaAaAnEý

Jlyxapennhy, noIcJmcapnMa Penyómnce Ic’ CyJrraHy MGXMGAY II. rog. 1458.

Ma mb. «Lettere e Commissioni di Levante 1448-1 M38.” ,lyóp. ,lpw. ApKHB.

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Commissione ai Magnifici Signori Palladino de Gondola e Palladino de Luccari, Ambasciatori presso il Sultano Maometto II0 nel 1458

Lettere di Commissioni di Levante 1448-1488. Ch. 190-194.

Commissio data per palladino de Gondola et per palladino de Lucliaris ituris Ambass. ad magnum Turchum. A. 1458.

Rector de Ragusi cum el suo Consiglio et del Pregato alli Nobili et savij S. palladin Marino de Gondola et S. palladin Pietro di Luchari eletti andar Ambassadori al grande Imperador Turcho diletti cittadini nostri salute.

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