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Comettemove che cum lo nome della sancta et individua trinità zoe padre figliolo et spirito sancto, et del glorioso martire miss. Scto Biasio protector et confalonier nostro dobiate andar per quella via ad voy parera piu habile et piu secura, dove sentireti esser lo Imperador turcho. Et se nel cavalchar vostro schontrarete Cherzech, over sel ditto cherzech non vi sera fora della vostra via piu che una zornata, over cercha, voltaretive a luy: et salutandolo per parte del Rettoret zentilhomini et presentandoli la lettera de credenza, vi allegrarete cum luy prima della sanita et bon stato suo, et delli soi figlioli, et delle madone, poy similiter vi allegrarete cum luy per la sanita la qual misser domenedio ha concesso alla Città nostra liberandola de questa crudel epidemia. Apresso li direti como voy andate al grande signor Imperador turcho Ambassadori per parte del Rettor et zentilhomeni. Et chel mandar vostro si e spezialmente per le persuasion desso signor cherzech et di altri amisi nostri et per tanto lo pregarete che attento che luy ne ha indutto ad questo ..

et che luy e uno delli nostri zentilhomini et lo primo et piu honorato de tuti che li piaza recomendarne ad quelli sta piu ..... della porta ad bono et votivo spazamento como havemo speranza in luy. Et se per caso el ditto S. Cherzech vi domandasse la caxon della vostra andata zoe quello che andate per impetrar alla porta, direti che voy andati cum certi doni al grande Signor per interceder, et obtegnir la francheza alli mercadanti nostri per poter liberamente pratichar nel paese del detto grande Signor. Ma sel ditto S. Cherzech vi domandara se voy ve voltarete ad voyvoda Exebech, direte che non ve voltareti al ditto voyvoda sel non sera fora della via. Et questo perché al messo vostro il qual fo alla porta per lo salvacondutto fo comesso che andando li vostri Ambassadori alla porta dovesseno domandar homini ad Exebech per schorta et per lor segurta della via : Di piu direti al detto Cherzech: La Signoria vostra sa che havete per piu letere avisato el Rettor et zentilhomini che debiano retegnir li merchadanti et non lassarli vegnir ne passar per lo vostro paese, et questo per lo Comandamento ad voy fatto per lo Imperador ad zo che ad voy et alli merchadanti non seguita danno, hora como vedeti noy andiamo al ditto Imperador per aconzar li fatti nostri che dixe la Signoria vostra ? pos

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siamono scriver che li merchadanti siano lassati vegnir per lo vostro paese et de quello chel ve respondra et de altro che parlaroti con luy ne avisaroti per vostra letera per el corer ve havemo dato. Apresso el ditto cherzech stareti uno zorno. Et poy cum nome de dio ve metterati ad prosequir la vostra via et andarati ad Exebech se l non sera fora della via piu che una zornata over circa, non siando luy cum hoste fora del lor paese, et zonzendo a luy lo salutareti con quello debito modo che se conviene per parte del Rettor et zentilhomini et presenterete la letera de credenza, poi li direti che noy ve mandamo allo grande Signor per aconzar li fatti nostri como luy ne ha confortato et che haveti comandamento da noy de voltarve ad esso per pregarlo che ve daga schorta et guida de li soi homini ed de piu che l voglia recommandar voy et li fatti nostri alii soi amisi alla porta et egualmente ad bassa Angelovich, como per soa bonta el ne ha promesso, et como speremo nella soa benignita et amor che l ne porta.

Da poi cum lo nome de dio seguerete el vostro camino apresso la porta et quando approximareti della, dareti prima a saper a Chapia bassa della venuta vostra azo che ve sia dato l'albergo segondo usanza della corte et dareti opera di andar al conspetto de bassa Angelovich, et presantaretili la letera di credenza che alluy se dreza per parte della Signoria nostra, et fatto che haverete el saluto, segondo se conviene quando el ve prestara audientia voi li direte ordinatamente cum questo modo et forma.

Illustre et Excelso Signor, per lo amor che porta la S. V. alli zentilhomini Signori di Ragusa, et alli lor merchadanti, et qual amor hanno compreso per molti segni veramente essi zentilhomini singular devotione et reverentia portano verso la vostra Escelentia et in segno di zo cum gran..., et speranza hano comandato ad noy soi Ambassadori, che dobiamo far rechapito alla S. V. azo che mediante lo conseglio, favor, et aiuto della vostra clementia possamo pratichar et concluder bon accordo con lo Signor grande Imperador et mediante la intercessione vostra aquistar la gratia del detto grande S. Imperador: et honorarlo segundo la nostra pichula facultade et possanza della nostra povera (itta. Si che pregamo la Excelsa S. V. se degni adoprarse in questo, et darne modo seguro et' tempo, de andar al conspetto dal detto grande S. Imperador; al qual Angelovich permettereti per parte della nostra Signoria ogni ano de honor ducati cento d'oro se obtignereti la vostra Intention, et remagnerati dacordio cum lo Imperador, et non contentando luy de duicento et voy habiate liberta de prometterli fin alla summa de duc. 200.

Ditte queste parole voy aldirete quello che ve racondera el detto bassa et sel se offerira como credemo, voy humelmente lo regratierete et sel ve condura ala presentia del grande Signor Imperador li fareti quella debita reverentia che se sol fare alla Maesta soa et presentarete la letera de credenza, ma sel non ve condura allo conspetto dello Imperador, et dira volerve dar per auditori li viscri delli quali esso bassa,... el principal, tanto se haverete ad exponer lambassata allo Imperador quanto alli Viseri, prima farete la schusa bel modo per che per lo passato non havemo mandato li nostr. Ambasadori alla porta, digando che gia gran tempo la nostra Citta e sta vexata et molestata dalla peste per la qual cossa li zentilhomini signori de Ragusi sono stati fora della Citta per paura della deta peste per modo che non se hanno potuto congregar et consegliar de mandar alla porta et far el debito lor verso el grande Signor. Hora chè l Signor dio ne ha fatto grau tia et ha levato questo flagelo de la peste da noy havemo mandato voy nostri zentilhomini et ambassadori per honorar el ditto grande Signor segundo la facolta nostra, et per haver le franchizie per le qual li merchadanti nostri possano cum ogni juste et bone usanze per lo paese di Schiavonia, Romania, Natolia, Bosna, Albania, Bulgaria, Vlachia, Costantinopolo et per tute altre tegnute et paesi del prefato Imperador, et de li soi tributarij et de chi li dano el charaz liberamente usar, trafigar et merchantizar. La qual cossa bonificara li detti luogi et paesi perche ogni uno sa quanta utilita fa et pratichar dello merchandanti nelli luogi nella quale pratichano et conversano, et noy per tal gratia et benignitade siamo contenti ad honorar ogni ano lo Imperador; et qua fermarete.

ve, domandarano che dono et honor intendino de far al ditto Imperador allora li rispondereti quantunche la sia povera et habia assay minor poter et faculta al presente che per lo passato nulladimeno se sforzara ad honorar el ditto Imperador cum ducati 300 in arzenterie ogni anno et che ogni tre anni siamo tenuti mandar lo nostro ambassador cum

Et se

li ditti doni. Et ad questo ve affermareti, allegando la impotentia della terra nostra, et sempre fazandone de pichola possanza et como non vivemo se non de merchantie piu per mar che per tera como e manifesto a dio et al mondo si che non e possibile che non possiamo honorar el ditto Imperador cum grandi doni, ma de quello che posiamo siamo contenti farlo de bona voglia. : Et se lor terasseno ad mazor suma, tigneretive forti al primo proposito et ad puocho ad puocho vi lassareti tirar fin alla suma di duc. 600 all'anno allo Imperador in arzenterie et non piu promettendoli l'ambassador ogni tre anni cum li ditti doni como e ditto. Et se non contentarano del termene de tre anni in tre anni, voy condescendereti ad anni doi, et finalmente non possando far altro li offerireti l' ambassador ogni anno cum li detti doni comenzando el termene primo fin ad uno anno da puo che sera conclusa la cossa, et scritta la poveglia. Et se forsi lor se mettesseno et firmasseno ad non voler concluder per mancho de quello che altre volte davamo de honor al padre del ditto Imperador rispondereti et direti che la Citta nostra staseva assay meglio ad quelo tempo et che meglio podeva allora pagar ducati mille che al presente ducati 200 et che de certo noy facemo piu di quello che e la nostra possibilita ma chel Imperador non dee considerar la quantita del dinaro chel fatto suo non consiste in questo, ma consiste in questo che se possa dire per tuto el mundo che li ambassadori de Ragusa de tanto lontani paesi vegnano ogni anno ad inclinarse con doni et altre simili raxoni li poreti dir per acozar el fatto segundo la vostra comissione.

Habiando voi concluso et fermado segundo che de sopra vi avemo commesso, vogliamo di piu dobiate monstrar la copia della poveglia la qual voressimo ne fosse fatta la qual copia vi habiamo data azo che in quella forma ne sia fatta cum le solennita opportune. Et quando pure formalmente non ve la volessino far una variando le parole, non curamo purche la sustanzia ed effectto di essa non sia mutado.

Andareti finalmente ad altro Viser avanti che comparati ad exponer la vostra ambassata se poreti , et

non poreti avanti voy da puo andando secretamente quanto poreti che non sia nota ad Angelovich et quelle medeme parole che usareti cum Angelovich, usareti

se

et cum luy, salutandolo honoratamente et amorezandove cum luy et recomandanone per parte della nostra Signoria cum dolze et humane parole et pregandolo che la facenda nostra li sia racomandata, et che ogni speranza habiamo in luy; si che cum efeto el voglia aiutarne ad obtegnir la nostra intention predetta: et al ditto Vesier permettereti per parte della Signoria nostra da duc. 50 in 100 in liberta vostra ogni anno de honor se remagnereti dacordio et havereti la vostra intention apresso l'imperador.

Et se per aventura vi sera fatto motto et aricordato per el tributo over honor del tempo passato fin adesso : Sereti cauti ad risponder et dire che quando el padre del imperador presente prexe el paese del despoto Giurach el francho da tute le gabelle li mercadanti nostri et ne concesse molte altre franchieze et perho noy fosimo acordiɔ cum luy di honorarlo per ogni anno sequndo se question nella poveglia la qual luy ne fexe, della qual ve habiamo dato una copia. Da puo quando esso Imperador restitui al ditto Despoto el paese ne francho da tuto queello che li eramo obligati per el tempo che havera ad vegnir, como se vede chiaramente per la soa scritta la qual scritta de absolution ve havemo dato, zoe la original et una copia de essa. Se bisogno sia voy monstrareti la copia ma in caso che non accettassero per sufficiente la detta copia alla ultima vi diamo liberta che li possiati monstrar la original, procurando omnio de reportarla in dreto cum voy.

Habiando obtegnudo et concluso lo achordio segundo la liberta et commission ad voy data, fareti che del honor et Ambassador che saremo obligati mandar se includa. ne la poveglia che lo honore de uno ano over de doy over de tre ani como sareti rimaxi dacordio comenzar debia dal di che li privilegi serano stati.... solenizati fin ad uno ano fazando far tre poveglie una in lettera turchescha l' altra in lettera Grecha et la terza in lettera schiava habiando sempre bona advertentia che siano tuta di uno medemo tenor non discrepando una dal altra et cum solenita opportune.

Item tignereti modo di haver lettere dallo Imperador che se drezano al Re de Bosna, ad Cherzech Stiepan et ad altri valiosi (?) di Bosna Schiavonia et alli valiosi (?) del Arta et de quelli luogi dandoli ad saper del achordio et

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